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Il Colore Psicologia del colore
Psicologia del colore PDF Stampa E-mail
Giovedì 06 Novembre 2008 17:34

Da sempre s’è tentato di rintracciare il valore della simbologia cromatica, di cui non è possibile dare
significatività univoca, né affermare l’esistenza d’una dipendenza tra il suo significato e l’ambiente socioculturale in cui si manifesta, possiamo tuttavia riportare delle annotazioni sull’interpretazioni a cui, i colori e la loro percezione, quali “avvenimenti, fenomeni psichici consci ed inconsci”, possono dare adito.
L’Oliverio Ferraris distingue tra colori caldi (rosso, giallo, arancione) che suscitano attività, eccitazione, serenità, gioia di vivere, impulsività, mentre i colori freddi (verde, blu, violetto) passività, calma, inerzia, tristezza, malinconia inducendo alla riflessione;
Widmann invece analizza ed approfondisce i significati simbolici e psichici propri di alcuni colori.
Il rosso: “fuoco, spirito, scintilla che origina la vita”,  colore dell’affettività, dell’emozioni, intraprendenza, sofferenza, rabbia, coraggio e volontà di dominare; simbolo dell’aggressività e dell’ostilità esprime le componenti psichiche violente; ricevere e dare la vita, piacere dell’azione e della seduzione. In termini temporali rappresenta il tempo presente, chi usa questo colore vuole che la sua attività sia intensa d’esperienze, dovrebbe essere sempre presente nei disegni di bambini ed adolescenti i quali, mediante le sue sfumature, esprimono impulsi ostili, l’aggressività propria o le minacce a cui sono stati esposti.
Il giallo, “colore più prossimo alla luce”, mobilità interiore, intuizione e movimento centrifugo, esplosività pericolosa; distinzione in negativo, evanescenza e illusione; più del rosso è il colore dell’aggressività; più è puro e più è libertà, attività, cambiamento come bisogno di sviluppo. Il carattere di superficialità può essere associato ai meccanismi psichici della fuga, mutevolezza, a forme patologiche di dissociazione dalla realtà, a sperpero energetico esagerato ed eccessivo. È simbolo della coscienza del Sé, riconoscimento da parte degli altri, del sapersi, conoscersi e percepirsi, dell’intuizione e della rivelazione che però non è mai totale.

L’arancione è preferito da chi possiede spirito vivace, sereno, orientato al positivo; comprende gli aspetti “forti” del giallo e il “calore” del rosso; esprime dinamicità e giocosità della vita; bisogno di rinnovamento psicofisico, ricerca di libertà ed illuminazione spirituale.Verde: “vita che si perpetua attraverso la generazione”, colore dell’attaccamento alla vita, alla quiete, al desiderio d’immortalità, speranza, apertura sentimentale, è la natura a cui si tende per recuperare silenzio e distensione interiore. Preferito da chi tiene dentro, frena le proprie emozioni, di chi è fermo, perseverante con forte volontà d’operare, alla ricerca di considerazione, di realizza zione personale tanto da diventare rigido, tortuoso e calcolatore.
Il blu, impenetrabilità misteriosa, “colore d’aria, eternità senza tempo”, energia mentale, pensiero riflessivo, introverso, ragionamento acuto, “freddezza” affettiva, senso morale e controllo razionale. Rappresenta ritiro, desiderio nostalgico di ricongiungimento con il passato, di riposo, di un ambiente calmo che faciliti relazioni tranquille e libere da tensioni è associato a forme rotonde e movimenti di chiusura ed alla presenza di conflittualità o repressione dei legami affettivi.
 Il viola: “equilibrio terra e cielo, sensi e spirito, passione ed intelligenza, amore e saggezza”, razionalità che interiorizza l’emotività, colore della rassegnazione, raccoglimento, espiazione e trasformazione illimitata. Simbolo della sintesi tra opposti psichici, della dialettica maschile/femminile, della natura precaria e poco stabile sembra essere il colore preferito da bambini, donne in gravidanza, minoranze e tossicodipendenti.
Il bianco, “origine di tutti i colori”, fuga, liberazione e libertà, opposizione, difesa affettiva ed emotiva; solitudine e vuoto di chi si trova in un momento di pausa e svuotamento di vitalità, aperto tuttavia alla speranza, a molteplici nuove possibilità, ad un nuovo inizio; simbolo della coscienza, del Sé, dell’individuo realizzato nella sua totalità, nella sua immagine di perfezione.
Il nero è il nulla, “vuoto che precede la creazione e dello stato psichico che precede la coscienza”, pausa senza speranza, distacco da una certa condizione e passaggio ad un altro livello attraverso il dolore. È completa rassegnazione, depressione, espressione di dolore, sofferenza angosciosa, misteriosa ed inconscia, indice di anaffettività, devitalizzazione e malinconia. Il suo uso frequente nei bambini e negli adolescenti è segno della presenza di paura, angoscia, blocco, forse della rinuncia e della negazione, ed indice di disturbi psichici, inibizione affettiva, pulsionalità aggressiva particolarmente vivace, reazioni d’ansia situazioni depressive e stati di disadattamento affettivi.
Il grigio, “niente di ogni cosa”, quando è scuro rappresenta un groviglio energetico, un blocco psichico, un distacco, mentre argenteo è carico di movimento, propensione all’azione e all’eccitabilità psicofisica. Poco usato perché privo di vitalità, coinvolgimento, risonanza affettiva, è immobilità, tendenza depressiva, mancanza d’autodefinizione, di gioia del vivere e d’una via d’uscita. Chi usa questo colore in modo eccessivo tende recintarsi da ogni cosa, non vuole coinvolgersi né avere responsabilità per proteggersi da influenze esterne e stimoli ambientali.
Marrone: “fuoco e fumo, amore e tradimento”, simbolo materno della materia, delle forme, rigenerazione, corporeità e rilassamento appagante, è associato alla semplicità, alla vita comune, all’abbandono fiducioso, all’introversione, a contenimento, accoglienza e all’interiorità come rinuncia della dimensione narcisistica. Rappresenta le sensazioni corporeo-sensuali, la pulsionalità dell’Es, i vissuti regressivi nell’esperienze fisiche. Il colore, rispetto alla forma, è codificato dal sistema ipofisario, livello più basso del sistema nervoso, pertanto diventa linguaggio emotivo che permette d’evidenziare aspetti psichici altrimenti insondabili soprattutto per coloro che mostrano difficoltà nel comunicare le proprie emozioni usando canali “normali”.

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Novembre 2008 17:52
 

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