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Il Colore
Il Colore
Il colore nella comunicazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Parlacino   
Domenica 26 Ottobre 2008 13:58
Il colore è un linguaggio, il linguaggio è un sistema, il linguaggio è informazione. Queste affermazioni, carpite tra le opere del Moma in un recente viaggio a New York, esprimono chiaramente il significato, la complessità e l'importanza del colore, in quanto mezzo per la comunicazione. Un sistema, con regole proprie, che contiene e comunica informazioni, e la cui percezione visiva può far scaturire nell’uomo diversi tipi di stati emozionali.
Vi sono dunque, 3 aspetti principali da considerare nell’utilizzo dei colori nella comunicazione visiva: Psicologico, Estetico e Tecnico.

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Novembre 2008 17:33
 
Psicologia del colore PDF Stampa E-mail
Giovedì 06 Novembre 2008 17:34

Da sempre s’è tentato di rintracciare il valore della simbologia cromatica, di cui non è possibile dare
significatività univoca, né affermare l’esistenza d’una dipendenza tra il suo significato e l’ambiente socioculturale in cui si manifesta, possiamo tuttavia riportare delle annotazioni sull’interpretazioni a cui, i colori e la loro percezione, quali “avvenimenti, fenomeni psichici consci ed inconsci”, possono dare adito.
L’Oliverio Ferraris distingue tra colori caldi (rosso, giallo, arancione) che suscitano attività, eccitazione, serenità, gioia di vivere, impulsività, mentre i colori freddi (verde, blu, violetto) passività, calma, inerzia, tristezza, malinconia inducendo alla riflessione;
Widmann invece analizza ed approfondisce i significati simbolici e psichici propri di alcuni colori.
Il rosso: “fuoco, spirito, scintilla che origina la vita”,  colore dell’affettività, dell’emozioni, intraprendenza, sofferenza, rabbia, coraggio e volontà di dominare; simbolo dell’aggressività e dell’ostilità esprime le componenti psichiche violente; ricevere e dare la vita, piacere dell’azione e della seduzione. In termini temporali rappresenta il tempo presente, chi usa questo colore vuole che la sua attività sia intensa d’esperienze, dovrebbe essere sempre presente nei disegni di bambini ed adolescenti i quali, mediante le sue sfumature, esprimono impulsi ostili, l’aggressività propria o le minacce a cui sono stati esposti.
Il giallo, “colore più prossimo alla luce”, mobilità interiore, intuizione e movimento centrifugo, esplosività pericolosa; distinzione in negativo, evanescenza e illusione; più del rosso è il colore dell’aggressività; più è puro e più è libertà, attività, cambiamento come bisogno di sviluppo. Il carattere di superficialità può essere associato ai meccanismi psichici della fuga, mutevolezza, a forme patologiche di dissociazione dalla realtà, a sperpero energetico esagerato ed eccessivo. È simbolo della coscienza del Sé, riconoscimento da parte degli altri, del sapersi, conoscersi e percepirsi, dell’intuizione e della rivelazione che però non è mai totale.

Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Novembre 2008 17:52
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La percezione del colore PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Parlacino   
Giovedì 06 Novembre 2008 17:46
Tutto ciò che ci circonda ha un colore.  Noi percepiamo i colori, perchè la luce, riflettendosi sugli oggetti, arriva ai nostri occhi con una determinata ampiezza d'onda. I nostri occhi infatti, sono sensibili alle onde elettromagnetiche con lunghezze d'onda comprese tra i 400 e i 700nm, che compongono quindi la luce visibile. La diversa ampiezza delle onde viene interpretata dai nostri occhi come un diverso tipo di colore. Le persone che hanno una visione normale dei colori sono in grado di riconoscere miscele di radiazioni luminose di qualsiasi lunghezza d’onda, cambiando in tre proporzioni opportune tre colori primari: BLU VERDE ROSSO. Senza la luce dunque, non riusciremmo a percepire i colori degli oggetti. Suggerisco la seguente presentazione in PowerPoint su: “La percezione dei colori” a cura di Daniele Di Clemente, Fabrizio Scordino, Luis A. Sosa).
Ultimo aggiornamento Sabato 15 Novembre 2008 20:45
 
Estetica del colore PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Parlacino   
Giovedì 06 Novembre 2008 17:35
da un’intervista a Remo Modei del 1996
“Innanzi tutto, bisogna abbandonare l’idea che vi sia un’unica definizione compatta di "bello" e che quindi si possa sapere attraverso dei canoni fissi che cosa sia bello: il concetto di bello dipende in primo luogo dalle varie civiltà; in secondo luogo, in ogni civiltà, ma soprattutto nella nostra, è frutto di una serie di stratificazioni, per cui il bello si potrebbe definire a grappolo, a costellazione, cioè prendendo e collegando fra di loro le varianti principali, le varie risposte che sono state date.
Il concetto di bello è unito, in molte civiltà, a quello di buono. Del resto il nostro termine stesso, "bello", deriva dal latino "bellus", che è un diminutivo dalla radice "duenulus bonulus", è cioè qualcosa di "buono in piccolo", di "mediamente buono". Del resto, sappiamo anche che in Grecia il termine "kalós" è "bello", ma si trova spesso in endiadi, cioè connesso con il termine "buono". Nel greco moderno, inoltre, "kalós" non vuol più dire "bello", ma "buono". Si potrebbe continuare: per esempio, il giapponese "yashi" implica "bello" e "buono". Ma in ogni cultura, più o meno, si attribuisce al bello un valore, quindi qualche cosa che merita di essere perseguito.
Il brutto è sempre stato considerato come l’ombra del bello, come il suo fratello gemello cattivo; quindi sostanzialmente, all’inizio della nostra civiltà, il brutto ha la caratteristica analoga a quella del falso o a quella del male morale, cioè se ne vuole negare l’esistenza positiva. Nella filosofia greca, soprattutto da Platone a Plotino, che più hanno teorizzato questi concetti, il brutto si presenta appunto sotto la forma del "non-essere".
Ultimo aggiornamento Domenica 16 Novembre 2008 07:54
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Bibliografia PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvo Parlacino   
Giovedì 06 Novembre 2008 17:56

-    S. BARNI "La comunicazione d'impresa",  FrancoAngeli 2008
-    G. MUNERATTO "Il Visual Design nelle organizzazioni" 2007
-    R. BIGONI " Le professioni del design" IALweb.it 2007
-    ITALIA OGGI "Dizionario di Marketing & Pubblicità", 2004
-    Interviste a Remo Modei del 1996, Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche. www.filosofia.rai.it
-    Presentazione in PowerPoint su: “La percezione dei colori” a cura di Daniele Di Clemente, Fabrizio Scordino, Luis A. Sosa).
-    A. OLIVERIO FERRARIS, “Il significato del disegno infantile”, Boringhieri, Torino, 1975.
-    C. WIDMANN, “Il simbolismo dei colori”, Scientifiche Magi Ed., Roma, 2000.
-    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Novembre 2008 22:14
 



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